About

Nasce nella provincia americana nel 1946, famiglia sottoproletaria, tanta roba. La sua vita cambia quando bevendo un lattemmenta in un baretto di Tupelo, Mississippi, incontra Elvis, un giovane promettente cantante che inizia a farle la corte e le dedica un pezzo in cui crede molto, Heartbreak Hotel, ma lei lo bolla come sfigato, decide su due piedi di allontanarsi da quel posto
di merda e si trasferisce in Texas, instaurando una amorosa relazione con tal Lee Harvey Roswald,
un tenero cecchino dalla mano ferma. Alla fine della storia, conclusasi con la morte di lui il 24.11.1963, sentitasi in colpa per la morte di J.F.Kennedy provocata dalla di lei ormai defunta dolce metà, si trasferisce a Washington D.C. e diventa l’ amante ufficiale di Lyndon Johnson, nonchè paladina del New Deal di nuova generazione. In un viaggio presidenziale nel gennaio ’69 in Gran Bretagna, passa a trovare un amico in zona St John’s Wood, Londra, e vede 4 giovani individui
in fila sulle strisce pedonali fuori gli Abbey Studios, a farsi fotografare fermando il traffico della capitale inglese. “Oh Darling”, l’apostrofa John Lennon, e cosi’ ha inizio il suo periodo da amante Hippy. In realtà nelle famose foto del Sit In, non è Yoko Ono quella accanto a Lennon ma un abile fotomontaggio, ma si sa, lo star system ha le sue porche regole.

La storia con Lennon finisce, è brutto sentirsi la terza incomoda, e decide dopo un breve periodo da groupie dei Fab Four di tornare negli USA, dove incontra Richard Nixon che la innalza prima a musa del Watergate e
poi la invia in Vietnam a preparare beveraggi al napalm per gli autoctoni. Ritorna dall’ Asia moralmente devastata e svuotata, dopo aver intrattenuto una breve storia con Zhou Enlai, anch’essa finita male.

Passa diversi anni a lavorare nelle risaie convincendosi di portar sfiga, e nel 1981 torna finalmente negli Usa, dove viene accolta da un embrionale edonismo reganiano. Si infila una giacca con le spalline, gli scaldamuscoli ai piedi e vola a Londra, dove si trasferisce in pianta stabile fino al 1989. In questi anni svolge diversi lavori saltuari, tra cui ricordiamo assistente parrucchiera di Nik Kershaw, portatrice dello strascico dell’ abito nuziale di Lady Diana, classificatrice degli occhiali di Elton John, consulente psicologica di Morrissey che le dedicherà ‘Girlfriend in a coma’  (I know, I know, it’s really serious…) . Un breve idillio di sensi con Margareth Thatcher le darà le basi di Diritto internazionale che oggi le servono nel suo lavoro. Apre una bancarella di bacchette da direttore d’orchestra all’ Apple Market di Covent Garden, ma è un fallimento, maledetto pop easy listening, prova con una pinoleria a Hide Park ma neanche quello va in porto: inizia a sentirsi una dei Malavoglia. Nel novembre 1989 decide di concedersi un meritato viaggio a Berlino Ovest, a trovare la vecchia sorella della madre. Il 9 novembre passeggia lungo l’ Unter Den Linden quando scoppia l’accanimento contro il Muro, e subito dopo l’apertura del primo varco verso l’Europa unita, un gruppo di Berlinesi dell’ Est la usa come ariete per sfondare il muro a suon di craniate, pur trovandosi a pochi metri da un comodo checkpoint.
Si trasferisce quindi in Italia nel 1992, nel pieno degli anni di fango, sperando al fin di sfruttare il suo curriculum di ‘scienze politiche’ maturato con quasi tutti i presidenti americani fino ad allora.
I successi in questo campo non mancano: da destra a sinistra, dalle ronde nazionaliste alle bandiere della CGIL, gli ultimi anni di disinteressato trasformismo politico la portano nel
gabinetto del premier prima, in parlamento poi,
e ora è felicemente in attesa della nomina
a “Ministro delle Domande la cui risposta è dentro di
te, epperò è Sbagliata”.

Ila, non più 20 ma non ancora 30.

Grafico in erba, tanti gli appunti ma certamente più i disappunti.

Tant’è.

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